{"id":4123,"date":"2025-05-26T10:30:36","date_gmt":"2025-05-26T08:30:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiacivile.it\/online\/?p=4123"},"modified":"2025-05-26T21:57:22","modified_gmt":"2025-05-26T19:57:22","slug":"in-ricordo-di-sergio-ferrari-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiacivile.it\/online\/in-ricordo-di-sergio-ferrari-2\/","title":{"rendered":"In ricordo di Sergio Ferrari"},"content":{"rendered":"\n<p>di Daniela Palma<\/p>\n\n\n\n<p>Sergio Ferrari<\/p>\n\n\n\n<p>(19 ottobre 1932 &#8211; 20 maggio 2025)<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"588\" height=\"588\" src=\"https:\/\/www.economiacivile.it\/online\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/image.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-4124\" srcset=\"https:\/\/www.economiacivile.it\/online\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/image.png 588w, https:\/\/www.economiacivile.it\/online\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/image-300x300.png 300w, https:\/\/www.economiacivile.it\/online\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/image-150x150.png 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 588px) 100vw, 588px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Il 20 maggio ci ha lasciato Sergio Ferrari, studioso dei processi di innovazione tecnologica con una lunga esperienza ai vertici della ricerca pubblica italiana ed europea. Nel corso della sua carriera ha ricoperto incarichi di rilievo all\u2019ENEA, dirigendo il Dipartimento per la Ricerca Intersettoriale Tecnologica e la Direzione Centrale Studi, fino a ricoprire la carica di Vice Direttore Generale. Dal 1976 al 1984 \u00e8 stato delegato del Governo italiano presso il Comitato per la Ricerca Scientifica e Tecnologica della Comunit\u00e0 Economica Europea, e dal 1996 al 1999 ha fatto parte del Comitato tecnico-scientifico del Ministero dell\u2019Universit\u00e0 e della Ricerca Scientifica e Tecnologica e del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali.<\/p>\n\n\n\n<p>Fin dall\u2019inizio, il suo percorso scientifico si \u00e8 affiancato all\u2019impegno politico nelle fila del socialismo lombardiano, che riconosce in libert\u00e0 ed eguaglianza principi inseparabili a sostegno di una societ\u00e0 realmente democratica. \u00c8 cos\u00ec che si intensifica e si rafforza il confronto con autorevoli economisti di quell\u2019ambiente (tra i quali Paolo Leon, Alessandro Roncaglia, Paolo Sylos Labini), permettendogli anche di approfondire il ruolo centrale che l\u2019innovazione pu\u00f2 avere nel progresso economico e sociale. Particolarmente significativo \u00e8 in questo senso il rapporto con Paolo Sylos Labini, alimentato dal comune interesse per la complessit\u00e0 dell\u2019innovazione tecnologica e da una profonda stima reciproca, che ha dato vita a una solida amicizia. \u00c8 proprio con Sylos che discute a lungo la possibilit\u00e0 di concepire l\u2019innovazione come un processo che, grazie allo straordinario sviluppo delle conoscenze scientifiche e ai progressi della sperimentazione tecnologica, pu\u00f2 essere programmato nelle sedi in cui si svolge l\u2019attivit\u00e0 di ricerca. La riflessione sulla programmazione dell\u2019innovazione lo porta ad approfondire il ruolo dell\u2019intervento pubblico, che non riguarda solo il finanziamento di investimenti a lungo termine e rischiosi, difficili da sostenere per il mercato, ma anche la capacit\u00e0 di indirizzare le potenzialit\u00e0 tecnologiche verso il miglioramento del benessere collettivo, richiamandosi in questo alla proposta politica di Riccardo Lombardi.<\/p>\n\n\n\n<p>Grande \u00e8 stata inoltre l\u2019attenzione dedicata alle dinamiche dello sviluppo italiano, dai gloriosi anni Sessanta del secolo scorso, quando si dibatteva di programmazione economica e della possibilit\u00e0 di consolidare tale sviluppo dopo il primo slancio seguito al secondo dopoguerra, per arrivare al decennio Duemila, che segna l\u2019inizio di un declino del paese in cui il ritardo tecnologico assume un ruolo centrale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 in questa linea di riflessione che, tra la fine degli anni Ottanta e l\u2019inizio degli anni Novanta, prende forma l\u2019idea di istituire nell\u2019ambito dell\u2019Enea un \u201cOsservatorio sulla competitivit\u00e0 tecnologica dell\u2019Italia\u201d, del cui coordinamento scientifico mi sono occupata personalmente a partire dagli ultimi anni Novanta. L\u2019Osservatorio, attraverso un articolato apparato di indicatori economici e tecnologici, si proponeva infatti di far emergere le difficolt\u00e0 del paese nel fronteggiare l\u2019accelerazione del cambiamento tecnologico e la conseguente crescente divergenza rispetto alle altre principali economie industrializzate.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019arrivo della crisi del 2007-2008 non ha fatto che aggravare la situazione italiana. In questa fase, Ferrari sollecita l\u2019apertura di un dibattito sulla \u201cdoppia crisi dell\u2019Italia\u201d, ritenuto necessario per non dimenticare i problemi che investono la struttura produttiva del paese, ancorata ai settori a medio-bassa tecnologia e quindi anche pi\u00f9 fragile di fronte agli shock economici di grande portata. Tale dibattito ha incontrato il favore di Alessandro Roncaglia e ha trovato ampio spazio nella Rivista <em>Moneta e Credito<\/em>, contribuendo a stimolare la discussione pubblica sull\u2019argomento.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel suo lungo cammino umano e professionale, Sergio Ferrari ha dimostrato costantemente un impegno sincero, una profonda coerenza etica e una passione autentica per l\u2019economia civile. Il suo spirito critico ha stimolato riflessioni importanti, che oggi risuonano con forza in un\u2019epoca di crescenti sfide sociali ed economiche.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua capacit\u00e0 di analisi, il suo pensiero libero e la sua presenza discreta ma sempre incisiva ci mancheranno profondamente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Daniela Palma Sergio Ferrari (19 ottobre 1932 &#8211; 20 maggio 2025) Il 20 maggio ci ha lasciato Sergio Ferrari, studioso dei processi di innovazione tecnologica con una lunga esperienza ai vertici della ricerca pubblica italiana ed europea. 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